mercoledì 14 marzo 2012

Sleeping with Ghosts

I fantasmi del passato non si evitano, si affrontano.
Li si fronteggia di petto, da uomini, con lo sguardo dritto davanti a se.
Ci si rilegge diversi, pronti al mondo nuovo, lasciando alle spalle settecento giorni di distanza.

Quanto possono durare settecento giorni?
Quanti sorrisi e quante lacrime?
Quanti i giorni d'amore?
Quanti i giorni di solitudine?

E' la fiducia in se stessi la chiave di tutto.
Siamo pronti ad affrontare i nostri fantasmi quando smettiamo di marcire nella paura che compaiano all'improvviso.
Siamo pronti ad affrontarli quando capiamo che l'unico modo per vincere la paura è scagliarcisi contro con tutta la forza che abbiamo in corpo, una volta per tutte, o tutte le volte che sarà necessario.

Abbiamo smesso di cercare i mostri sotto il nostro letto quando abbiamo realizzato che sono dentro di noi, così diceva qualcuno più bravo di me con le parole.

Dimentica la cera e le piume, Icaro, costruisci ali più solide.

domenica 11 marzo 2012

Di abbracci, polli, sorrisi e camere sovraffollate, io canto.

Il cuore si scalda se circondato da spiriti affini, nell'emotività e nell'anima.
Il cuore si scalda, respira e si gode la vista del mondo che sorride.
Il rituale della serenità ha poche semplici basi, poche linee guida che garantiscono il buon risultato.

Non andare in cerca della felicità, non aspettarti che ci sia.
Saranno gli incontri fortuiti a farti sorridere.

Cambiare cielo, cambiare aria e cambiare testa.

Anche il respiro sembra diverso quando le labbra sorridono.

PS per me stesso: ricordati questi giorni, ricordati che puoi star bene. Ricordati questi sorrisi. Ricordati che un modo diverso di vivere può esistere.


giovedì 23 febbraio 2012

Il blog ha sostituito i cassetti di una volta.

Ciao, volevo dirti che mi manchi. Volevo dirti che da quando ho iniziato a sentirti il tempo scorre in maniera diversa, contando i minuti che separano un tuo messaggio dall'altro. Volevo dirti che mi piaci, si, proprio tu. Mi piaci perchè fino a poco tempo fa non ti conoscevo, e mai avrei pensato che fossi una persona così interessante. Mi piace il tuo modo di rispondermi, mi piace il tuo modo di scrivermi. Mi piace come mi ascolti. Per una persona che ama raccontare storie non c'è niente di più bello del trovare una persona che ha voglia di ascoltarle. Mi piace ascoltarti, perchè hai qualcosa da dire, qualcosa da dire per davvero, non per riempire dei silenzi. Mi piacciono i fulmini a ciel sereno, sperando che non portino tempesta.

Chissà cosa si prova a liberare la fiducia nelle proprie tentazioni.

domenica 15 gennaio 2012

Frammenti

I vetri rotti son rimasti a terra perchè non sei pronto a raccoglierli e buttarli via. Sai che ti aspetteranno lì finchè non lo sarai, perchè i cocci sono tuoi. Sai che rischierai di calpestarli, ogni giorno, sai che accadrà e ti incazzerai come una bestia per non averli tolti prima. Solo quando i tuoi piedi saranno pieni di schegge ti deciderai a toglierli, perché non si può vivere così. Solo in quel momento capirai quanto sarai stato coglione a lasciarli lì tutto quel tempo, saranno i tagli sulle piante dei piedi a ricordarti quanto sei stato idiota.

mercoledì 16 novembre 2011

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Dalla città fuori le mura non si vede cosa accade al loro interno.
Dalla città fuori le mura non si vede quanto mi manchi.

E' quando riesco a far finta di nulla, che il vuoto si riempie della tua presenza.
E' quando il cervello realizza che non ci sei che tutto crolla.

Le mura crollano e la città, inesorabilmente, crolla.

E mi ritrovo solo in un mondo di polvere e detriti.

giovedì 3 novembre 2011

Flush (of spades).

Hai maledetto i giorni d'autunno perchè il sole va via troppo presto, lasciando troppo spazio ai pensieri esposti al buio. La radio malsintonizzata accompagna l'animo dei poeti da cento anni e cento giorni di solitudine, e i tuoi non sono certo di meno. Quando hai smesso di raccontare la tua storia il mondo si è fermato, un equilibrio di fari allo xenon e luci semaforiche, al ritmo immobile della pioggia che teme l'impatto con l'asfalto. Non ti importa del mondo in equilibrio, no, nemmeno del restare solo in eterne luci senza suono. E' la paura che ti ha fermato, affinché il dolore non tornasse, hai smesso di parlare e l'aria è scomparsa, all'improvviso.

L'ultimo pulsare di un cuore che si svuota è fatto d'aria, l'estremo tentativo di raccogliere un simulacro di vita. I primi ad arrendersi sono gli sguardi, che si rifugiano tra le lacrime di uno e sui vestiti dell'altro. Le mani li accompagnano quasi d'istinto, il tratto che le separa dagli occhi è il più freddo da che ai memoria. Prima una goccia, poi un clacson, infine uno scroscio. Ti rendi conto che il tuo tempo non sarà più scandito dal suo respiro e ricominci a sentire i rumori della notte, che sempre ti ha bruciato l'anima.

La strada scorre male e il mondo tace, tra questa immensità s'annega il pensier mio: e il naufragar m' è dolce, in questo mare.

martedì 16 agosto 2011

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Non esistono popoli uguali, non esiste la moda, esistono individui che hanno qualcosa in comune.
Cercate aiuto, ma non sperate di riceverlo, chi può vi aiuterà senza che ve ne accorgiate.
Non dispensate aiuto a meno che non siate pronti a farlo senza ricevere nulla in cambio.
Non fidatevi di chi ha debiti nei vostri confronti.
Non lasciate che vi ostacolino, non lasciate che prendano il controllo sulle vostre possibilità grazie al denaro o alla potenza economica in generale.
Le vostre potenzialità si esauriscono alla fine delle vostre mani, dei vostri piedi e poco sopra il vostro collo, quello che accade nella vostra testa non è detto che riesca a uscire di li.
Non respirate troppo forte, se si accorgono che riuscite a vivere con quel poco che avete vi toglieranno anche l'aria.
Non augurate il male a nessuno, non tenete il bene solo per voi e chi vi è caro.
Cercate di comprendere qualcosa di diverso da voi, senza pregiudizi.
Non pensate di essere soli, anche se distante, è impossibile che non vi sia qualcuno capace di capirvi.
Attraversate la strada ad occhi chiusi, non lasciate le sue mani, abbiate paura del vento tra le vostre dita.
Fidatevi ciecamente della persona che vi tiene la mano, non la lascerà per nulla al mondo.
Vestitela di baci e carezze, restate nudi nella notte coperti solo da voi stessi.
Non fate del male, neanche senza volerlo.
Non ascoltate chi vi parla con voce calma, la rabbia e i sussurri col respiro spezzato sono più sinceri di una voce neutra.
Di nuovo, non lasciate le sue mani.
Perdonate voi stessi, non è stata colpa vostra.
Perdonate voi stessi, anche se è stata cola vostra.
Create delle radici, cercate un posto dove tornare, un posto che sia solo vostro, da dividere con chi lo merita.
Ridete, il sorriso vi fa belli.
Il vostro cuore è forte, più di quanto possiate immaginare, abbiate pazienza, i grandi cambiamenti non avvengono in un giorno, ma ogni giorno nasconde una nuova vita.
Sforzate la vostra memoria, cercate di riflettere su ciò che osservate.
Leggete.
Leggete tanto.
Ascoltate tanta musica.
Andate al cinema.
Andate a teatro.
Tenete in ordine la vostra stanza, il genio è figlio del caos, ma tutti gli idioti si credono dei geni.
Non rovinate la vostra roba, ma non conservatela in attesa di un momento migliore.
Quando guardate l' orizzonte, tenete sempre d' occhio il cielo.